lunedì 15 febbraio 2016

Premio di poesia Saboris e coloris de Iscroca



La A.T. Pro Loco Escolca bandisce la quarta edizione del premio di poesia in lingua sarda SABORIS E COLORIS DE ISCROCA.

Regolamento - Il Premio si articola in due sezioni, con tema libero:

- poesia rimata (massimo di 42 versi);

- poesia in verso libero (massimo di 40 versi);

Ciascun concorrente potrà partecipare ad una sola sezione e con un’opera soltanto.

Il concorso è aperto a tutte le opere inedite e mai premiate, né menzionate o segnalate in altri concorsi, redatte in lingua sarda nelle sue diverse derivazioni o parlate locali (è gradita per motivi di pubblicazione la traduzione in italiano).

Le opere dovranno riportare a fondo pagina le generalità, l’indirizzo, il recapito telefonico ed eventuale e.mail dell’autore, nonché la sezione a cui si partecipa.

Potranno essere inviate:

- per posta elettronica alla mail: teresapiredda@hotmail.it (sarà fornita assicurazione di avvenuta ricezione)

oppure:

- per posta ordinaria (in 5 copie) al seguente indirizzo:Teresa Piredda Paoloni, Via Fausto Luciani, n.11 06132 – Perugia.

Non è richiesta alcuna quota di partecipazione. 

La scadenza è fissata al 29 Febbraio 2016.

La giuria sarà composta da Anna Cristina Serra: Presidente, Paolo Pillonca: Commissario e Teresa Piredda Paoloni: Segretario con diritto di voto.

Le decisioni della giuria sono insindacabili.
Saranno assegnati premi in denaro e/o prodotti locali.

La A.T.Pro Loco si riserva il diritto di pubblicare soltanto le opere premiate senza alcun compenso per gli autori che ne rimarranno, comunque, proprietari.

La cerimonia di premiazione avrà luogo in Escolca (CA) nella primavera del 2016. Tutti i partecipanti saranno avvisati in tempo utile.

La partecipazione al concorso implica la piena accettazione del presente regolamento, pena l’esclusione.

Per informazioni: cell. 3480585951 - 3478323016 E.mail: teresapiredda@hotmail.it


sabato 7 novembre 2015

Cagliari e la lingua sarda: dopo il matrimonio arrivano i figli?

Il nuovo statuto comunale della città di Cagliari, delibera n. 64 / 2015 del 3 novembre 2015, è un documento storico per il riconoscimento della lingua sarda in generale, e del campidanese variante cagliaritana in particolare.

Dopo questo documento della capitale della Sardegna, anche le altre città e gli altri comuni (i tanti che non l'hanno ancora fatto) non avranno più dubbi a considerare sa lìngua/limba sarda di fondamentale importanza per l'identità locale, dei luoghi e delle persone.

Ma cosa dice la delibera? 

Per prima cosa c'è il riconoscimento dei due nomi della città, quello italiano e quello sardo, e del ruolo della comunità cagliaritana: Cagliari, Casteddu in sardo, è erede ed interprete di una tradizione millenaria di donne e di uomini che hanno costruito, con una molteplicità di rapporti interni ed esterni, un comune capace di scrivere, in momenti decisivi per la Sardegna, pagine alte della storia del popolo sardo.

Questo "legame storico" della comunità è di fondamentale importanza per comprendere alcuni punti chiave della nuova identità che si vuole dare alla città, a cominciare, per esempio, dalla toponomasticaIl comune conserva o ripristina la toponomastica originaria dei luoghi quale risulta dalla tradizione scritta ed orale.

Il ripristino della toponomastica in lingua sarda, quella che di fatto è sparita dalla città a partire soprattutto dal Dopoguerra, in nome di una modernità razionalistica male interpretata da politici poco attenti alle peculiarità di Cagliari - Casteddu, è un segno di fondamentale importanza.

Così, dopo aver avuto la possibilità de si cojai in sardu oggi il Comune di Casteddu partorisce i primi figli di questa nuova volontà di essere la capitale di una minoranza linguistica riconosciuta dalla Costituzione italiana, dallo Stato italiano, dall'Europa (nelle sue molteplici forme), dalla Regione Autonoma della Sardegna, e via dicendo.

Ma le leggi non bastano: ci vuole la volontà. E gli esempi, in Italia e in Europa, non mancano: da Bolzano ai paesi ladini, da Barcellona al Belgio. 

Non è un caso quindi che, l'articolo 12 della deliberazione, suddiviso in 3 punti, sia dedicato proprio alla "Tutela e valorizzazione del sardo": 

1. Il comune tutela e valorizza il sardo, ne promuove la diffusione e l'impiego come lingua d'uso quotidiano e, in particolare, nella comunicazione istituzionale con i cittadini, nel rispetto delle norme stabilite dalla regione autonoma della Sardegna e dallo stato italiano. 

2. Il comune introduce l'uso dei toponimi e degli odonimi in lingua sarda, accanto a quelli ufficiali in lingua italiana. 

3. Il comune di Cagliari individua nel plurilinguismo un fattore importante di progresso sociale e di arricchimento culturale, garantisce il rispetto e la tutela di tutte le lingue parlate in città e ne promuove la conoscenza e l'utilizzo.

Non solo quindi il bilinguismo italiano - sardo, ma anche la valorizzazione della altre lingue parlate in città: plurilinguismo come fattore di ricchezza per una città che, nel bene e nel male, è la capitale della più grande minoranza linguistica dello Stato italiano e una città mediterranea, storicamente incrocio di genti e culture che ancora oggi la contraddistinguono.

Po imoi pigaus custa noa cun prexu e abetaus de biri su chi at a sutzèdiri. spereus diarerus chi, de sa coja, nd'arribint is pipius.

Per saperne di più - Po ndi sciri de prus:

Statuto comunale Cagliari - Delibera n. 64 / 2015 (scarica il pdf)

lunedì 26 ottobre 2015

Sardegna leggendaria

Sardegna leggendaria
Quella raccontata da Stanis Manca è una Sardegna sospesa tra storia e leggenda: una terra ancora ricca di usi, costumi e personaggi che riempiono di stupore il lettore moderno abituato a vivere nella grande città.

Viaggiare in Sardegna significa tuffarsi nel Mediterraneo nella sua forma più completa. Un luogo contraddistinto non solo da una determinata posizione geografica, ma soprattutto sociale e morale. Terra antica, abitata da popolazioni che storicamente si sono succedute le une dopo le altre, lasciando segni intangibili, ancora visibili all’occhio più attento e curioso.

In queste cronache ed escursioni c’è tutta la Sardegna di fine Ottocento, ancora sospesa tra mito e realtà, per certi versi simile a quella descritta da viaggiatori famosi come Valery, Tyndale e von Maltzan. 

C’è la Sardegna attraversata da sud a nord da un impetuoso fermento culturale, nonostante banditi e grassazioni: c’è Sassari, con i suoi stretti vicoli impregnati di ricordi e di odori, cantata dal poeta Pompeo Calvia; c’è Nuoro, l’Atene Sarda, città di poeti, novellieri e artisti; c’è Cagliari col suo ricco e variopinto mercato e i suoi spagnoleschi balconi dove le donne dagli ardenti occhi castani fastìgiant coi loro morosi; ci sono gli usi e i costumi delle zone interne; c’è la cultura più vera dell’isola, quella dei poeti estemporanei che sembrano usciti da una pagine dell’Iliade.

Scritti con piglio ironico e avvincente, i racconti e le cronache contenuti in questa raccolta restituiscono al lettore contemporaneo una Sardegna ricca di personaggi e luoghi fuori dal comune; una terra sospesa tra presente e futuro dove il teatro è ancora poesia, e dove la tradizione, con le sue feste e la sua musica, si sposa a meraviglia con la modernità, rappresentata da Grazia Deledda, sa fèmina che voleva fare la scrittrice, ultima eroina di una terra leggendaria ormai scomparsa.

La presente edizione di Sardegna leggendaria contiene le sette “cronache ed escursioni” più famose di Stanis Manca: Il celebre cacciatore Fronteddu, Pasqua a Sassari, Ne’ vicoli di Sassari, Storie di banditi e grassatori, Altri vecchi aneddoti, Una festa sul monte Gonari, Il poeta di Nuoro. Fanno parte della presente raccolta anche altri quattro scritti:Medaglioni Sardi: Grazia Deledda, pubblicato nel 1892 in “Vita Sarda”; L’amore in Sardegna, Gastronomia sarda, Le gare poetiche in Sardegna, pubblicati tra il 1909 e il 1913 nelle pagine della rivista “La Lettura”.

L’autore – Stanislao Manca nacque a Sassari nel 1865 e morì a Milano nel 1916. Scrittore e giornalista, fu un apprezzato recensore teatrale e critico drammatico della “Tribuna” di Roma. Curò originali monografie dedicate ad autori ed attori del panorama teatrale italiano a cavallo tra Ottocento e Novecento Sino alla morte collaborò con diverse riviste culturali, realizzando pregevoli interventi sulla cultura sarda: poesia, musica, tradizioni popolari, usi e costumi, enogastronomia.

L’eBook – La presente edizione, dotata di un funzionale sommario e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni di lettura digitale. Il testo è stato sottoposto ad un attento lavoro di correzione ed è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.

sabato 4 gennaio 2014

Sardegna Possibile: dove firmare per le elezioni 2014

Il presidente Cappellacci sta facendo di tutto per evitare che i suoi avversari si presentino alle elezioni.

Sardegna Possibile deve raccogliere 16.000 firme entro il 9 gennaio per poter partecipare alla tornata elettorale e proporre il proprio programma di governo.

Contro l'arroganza di chi vuol vincere a tutti i costi abbiamo bisogno di democrazia.

Anche se non voterai per la nostra coalizione aiutaci a partecipare.

Per poter firmare occorre esibire un documento valido di identità, i principali sono: 
Carta d'identità, 
Patente di guida (tutte), 
Passaporto

Le circoscrizioni corrispondono alle 8 province abolite, in ognuna di esse viene presentata una lista diversa dalle altre, i sottoscrittori devono firmare per le liste legate alla propria residenza.

IMPORTANTISSIMO: si può firmare per una sola lista in assoluto, l'apposizione della propria firma per più liste comporta sanzioni amministrative di rilievo.

Dove firmare:

Provincia di Cagliari
Cagliari, via S. Benedetto 33 - Sede Sardegna Possibile - dalle 9 alle 20.
Cagliari, via Napoli 62 - Spazio A (orari di apertura).
Assemini, Via Sassari 93 - dalle 16 alle 18.

Provincia di Sassari
Sassari, via Turritana 24
Sassari, via Torre Tonda 42 - Libreria Odradek

Provincia Gallura
Olbia, via Barcellona 77 - Bar Alessio
Tempio, piazza Gallura 1 - Libreria Massimo Dessena
La Maddalena, via de Amicis 7 

Provincia di Oristano
Oristano, via Diego Contini 23 

Provincia di Nuoro
Nuoro, via Chironi (angolo via Giustiquartu) Sede Sardegna Possibile
Macomer, Località Su Teracu (Referente Valeria Tola Sedda)

Provincia Ogliastra
Contattare Nadir Congiu su Facebook o via telefono al 329 588 9470.

Per saperne di più:
Raccolta firme per la presentazione di Sardegna Possibile

giovedì 19 dicembre 2013

Paschixedda a Las Merdonas

Sa metròpoli de Las Merdonas est cosa stravanada, ca si permitit de studiai e cumprendi su connotu de custas bèstias sàbias. Ca issas puru, che is òminis, tènint festas e traditzionis chi po s’etologia est unu scusòrgiu de importu mannu. 

Difatis, is cristianus si crèint di essi is solus a fai festa po Paschixedda, ma aici no esti. Intzandus, po cumprendi unu pagu mellus su connotu insoru, apu pediu agiudu a Jack Black, su scentziau merdoneri famau de s’Universidadi de Sidney.

“Is merdonas – m’at contau s’etòlogu – anti cuncurdau unu sistema simbòligu sotziali chi assimbillat meda a su de is cristianus ma chi funtziònat mellus de su nostru, ca nd’anti bogau a pillu unu personàgiu stravanau chi portat is donus a is merdonas piciocheddeddas. 

Custu no tenit sa cara de un’òmini bèciu a braba bianca, no est truddoni, no si ponit bistius arrùbius a tipu tontu. In conca no portat nemancu unu capeddu a sa moda de is iscimprus, e no si movit a slitta e a rennas. E no ddi nanta nemancu Babbai Nadali o Mamma Paschixedda. 

A custa figura mìtiga de su connotu istòrigu merdonescu, Tziu Rundeddu ddi nanta. 

Tziu Rundeddu assimbillat a un’arratapignata niedda bolendi me in su celu de Casteddu, de-i cussas mannas cun-d una strempara de alas a tipu bòing. 

A ddu castiai sceti, a is merdonas pipias ddis calat guta sirena. Ca est lègiu, ma lègiu meda, poita ca sa cara de una gatu niedda e cuatru francas a ungras longas e beni acutzadas portat. Ma no est po custas arrexonis chi ddu tìminti.

Difatis, Tziu Rundeddu tocat a s’‘enna de totus is domus aundi nci funti merdoneddas: a is chi anti fatu a bonas ddis arregalat giogus, durcis e librus po imparai a ligi, a cumprendi su mundu e a no essi scraus; a is chi anti fatu a malas ddis donat giogus, durcis e s’ùrtimu libru de Bruno Vespa chi depint ligi ammarolla. 

E poni menti a mei chi is merdoneddas malas s’annu chi benit ant a fai a bonas de seguru”.

Po ndi sciri de prus:
Benvenuti a Las Merdonas e altri racconti - Contus de gherra, de mortus e de merdonas

sabato 19 ottobre 2013

Seusu arribausu: IKEA sbarca in Sardegna e seduce i Sardi

IKEA in sardo - Guida Lingua Sarda
Seusu arribausu: questo il claim scelto dal colosso svedese per sponsorizzare l'apertura di due centri per il ritiro della merce acquistata on-line, uno a Cagliari e l'altro a Sassari.

L'utilizzo della Lingua Sarda nella variante Campidanese è sicuramente uno degli elementi più incisivi e suggestivi della strategia comunicativa di IKEA su internet.

In questo senso, la multinazionale scandinava segue una strada già tracciata in passato da altre aziende di caratura internazionale che hanno affiancato all'Italiano anche la lingua regionale o minoritaria della Sardegna.

Tra i casi più celebri c'è sicuramente quello di Sky che, per promuovere la propria offerta in Sardegna (e il proprio legame con l'isola, dove è presente uno dei Call Center più importanti), decise di realizzare uno spot televisivo in Sardo: il commercial andò in onda per diverso tempo e fu trasmesso da tutte le tivù locali, Videolina in primis.

Strano caso questo: la televisione isolana più importante, storicamente avversa alla Lingua Sarda, non storse il naso quando il colosso anglosassone puntò sulla comunicazione in Sardo! Anche perché, a parte qualche commedia, un po' di canzoni e qualche racconto di vita, la Lingua Sarda è la vera assente dai palinsesti di Videolina.

Ad ogni modo, dopo l'emittente satellitare il caso più celebre di marketing in lingua minoritaria realizzato in Sardegna da un'azienda di caratura internazionale è quello della Volkswagen. Episodio alquanto recente, dato che si tratta di una pubblicità "a mezzo stampa" apparsa su L'Unione Sarda nel novembre del 2010 per pubblicizzare l'allora nuova Passat. 

Sa Passat noa recitava il claim in sardo posto sotto il visual con l'automobile. Ma l'utilizzo del sardo non finiva qui, poiché era presente un bodycopy tutto in Campidanese che recitava: Sa Volkswagen ringratziada sa Sardigna e tottus is istitutzionisi sardasa po s’accuglientzia meda bella e po s’aggiudu chi anti fattu s’accadessimentu de is presentatzionisi internatzionalisi de sa Passat noa unu successu meda mannu.

Si trattava di un ringraziamento per un appuntamento molto importante, in quanto la Volkswagen aveva scelto la Sardegna quale location per la presentazione ufficiale della Nuova Passat: evento che aveva richiamato qualcosa come dodicimila persone tra venditori, esperti del settore ed appassionati.

E così, dopo gli anglosassoni ed i teutonici, ecco gli scandinavi: popoli esperti in geografia, storia e linguistica. E, chiaramente, in design e strategie di comunicazione.

Tre lezioni di stile e di marketing che ci ricordano che una lingua è normale anche quando la si usa per il commercio. Perché comunicare non vuol dire solo trasferire informazioni, ma anche sedurre. 

E la Lingua Sarda è seducente, a maggior ragione se a dirlo è una svedese.

Per saperne di più:
IKEA - Finalmente siamo in Sardegna
IKEA - Punti di ritiro della Sardegna
La Volkswagen parla sardo
S’Ikea in sardu. Marketing ma finas lìngua

mercoledì 16 ottobre 2013

Premio poesia in sardo Silius Santa Barbara | Prémiu Santa Bràbara

Silius
S'assòtziu Turìstigu-culturali Pro-Loco de Silius tenit prexeri de presentai su XIX prémiu de poesia in onori de Santa Bràbara. Su prémiu ddu aparìciant cun s’amparu e contribbutu de: Comunu de Silius, Regioni Sarda, Provincia de Casteddu e de sa Sociedadi Fluorsid SpA.

Is arrègulas
Su Prémiu est pratziu in tres setzionis e s’argumentu est a prexeri.

1. Setzioni A: custa setzioni est po sa poesia in rima cun non prus de 42 versus;

2. Setzioni B: custa po sa poesia in versus scapus cun non prus de 40 versus;

3. Setzioni C: custa est po scola de s’óbbrigu, annu: 2013-2014; a cust’ùrtima setzioni si podit pigai parti cun-d-una poesia o cun-d-unu contixeddu. Is trabballus podint èssiri fatus a solus o in cambaràda; est pretzisu a pònniri nòmini, sangunau e sa classi de frecuénzia.

Dónnia cuncurrenti podit pigai parti a una setzioni sceti e sceti cun-d-una poesia. Chini at bintu su primu prémiu non ddu podit bìnciri in sa própiu setzioni si no a pustis de tres annus ma podit cuncùrriri po su segundu, po su de tres, po mentzioni o signalatzioni. Po bìnciri sa patena di oru, invecias,su poeta no dda depit àiri mai binta.

Is òperas, mai premiadas in atrus cuncursus, depint èssiri mandadas in ses cópias, scritas a machina o a computer e in dónnia cópia ddoi depit èssiri scritu: nòmini, sangunau, logu de residéntzia, nùmuru de telèfunu e, chi ndi tenit, s’indiritzu de posta elettronica; a parti de foras de sa busta depit èssiri inditàda sa setzioni de ancà si ‘olit pigai parti.

Est aggradéssia sa tradutzioni in italianu (obbrigatóriu po is òperas in Algheresu, Tabarchinu, Sassaresu e Galluresu)

Est aggradéssiu a imperai sa litera 12,14, Times New Roman (po esigéntzias de trabballu is poesias cun sa tradutzioni depint arribbai in-d-unu ùnicu fólliu). 

Totu is òperas depint arribai aintru de su 15 de Donniassantu 2013, cun posta normali e no arrecumandada a:

Associazione turistica Pro Loco Silius
c/o Erriu Dante via Cagliari 78
09040 Silius (CA)
o in posta elettronica a sa e-mail: erriudante@gmail.com

Po ndi sciri de prus podeis tzerriài a su nùmuru: 070/959252

Is òperas non benint torradas a s’autori e sa Pro-Loco ddas podit imperai po calisisiat fini culturali. Su giudìtziu de sa giurìa est foras de duda e su cuncurrenti depit tènniri contu de is arrégulas sinò s’òpera sua no benit tenta in contu. Is prémius chi s’ant a donai podint èssiri in dinai.

Is cuncurrentis ant a èssiri avisaus in tempus po sa premiatzioni chi s’at a fàiri in Silius, forzis in Mes’’e Idas de su 2013.

Sa presidenti de sa Pro Loco: Alida Cirina Giuria. Sa giuria: Anna Cristina Serra, Presidenti; Gianfranco Garrucciu; Giurau; Ivo Murgia, Giurau; Paolo Pillonca, Giurau; Dante Erriu, Segretàriu.

Po ndi sciri de prus:

giovedì 19 settembre 2013

Premio Ozieri 2013: i vincitori


Si terrà sabato 28 settembre 2013 alle ore 17.00 nei locali del teatro civico "Oriana Fallaci" a Ozieri la premiazione del Premio Ozieri di Letteratura Sarda, giunto alla 54° edizione.

I poeti e gli scrittori premiati
Per quanto riguarda la sezione Poesia Sarda "Antonio Sanna" i vincitori (ex aequo) sono Maria Teresa Inzaina di Tempio con E' tempu e Gian Gavino Vasco di Orune con A s'ater'ala. Il secondo premio è andato a Giuseppe Delogu di Alghero per Sa solidad''e Cristos, il terzo a Carla Maria Casula di Sassari per Andalas de s'anima

Per quanto concerne la sezione Prosa in Lingua Sarda "Angelo Dettori" ha vinto Domenico Battaglia della Maddalena con Una pezza d'orbaci. Secondo posto per Giuseppe Tirotto di Castelsardo con Lu viagghju; terzo per Elisabetta Sanna di Samugheo con Làcanas

Nella sezione "Tra Poesia e canto" si è imposto Antonio Longu di Macomer con A unu tale chi disiziaiat, seguito da Antonio Maria Pinna di Pozzomaggiore autore di Canta... como ses jaju. Terzo Salvator Angelo Murgia Niola sempre di Macomer con Disterru.

Il premio speciale "Panathlon Sport" è andato a Sandro Biccai di Sindia per Sa cursa; il premio speciale "T. Ledda" a Guglielmo Piras di Sinnai per Fessi perda 'e nuraxi; il premio speciale "F. Marongiu" a Vittorio Sella di Bitti per De sero, ateras framas.

La Coppa Messaggero Sardo va invece a Salvatore Sini residente a Cormons per Ses tue Sardigna.

I vincitori dei trofei
Il trofeo "Città di Ozieri", che viene consegnato a una personalità che si è distinta nel mondo della Cultura, dell'Arte e del Sapere verrà consegnato al rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino. 

Il trofeo "Premio Ozieri" verrà consegnato al tenore Franceschino Demuro, mentre il trofeo della Provincia di Sassari è stato vinto dal gruppo pop-folk Bertas.

A Nicola Tanda, invece, verrà conferito il Trofeo "Cultura di Ozieri - Sagra Beata Vergine del Rimedio", mentre il Trofeo "Laboratorio orafo Salvatore Puggioni" andrà all'assessore regionale alla Cultura Sergio Milia.

Leggi anche:
Premio Ozieri 2012: i vincitori

Sardara, oi fuedda sardu

Sa consulta giovanili sardaresa, sa consulta cultura e lìngua sarda, su Comùnu e sa Pro Loco de Sàrdara aparìciant, po sàbudu su 28 de cabudanni 2013, "Oi fuedda in Sardu". S'atòbiu est in Pratza Podda (bia 'e Aristanis, Campu bèciu).

A is 5 e mesu de a merì: presentada de su libru "El Tano" de Càralu Figari, bisudiretori de s'Unioni e professori anche s'universidadi de Casteddu.

Po sa primu borta in Sàrdara nci at a essi su cuntzertu de Dr Drer e Crc Posse. At a sighiri una dancehall infogada: Bujumannu (outta Train To Roots), Rootsman I (outta Train To Roots), TextOne (Sardinia Reggae Festival), Forelock (outta Arawak Reggae Vibration), Dr Boost (Bandhuleri Prod).

Sardara: oggi parla sardo
La Consulta Giovanile Sardarese, la Consulta per la Lingua Sarda, il Comune e la Pro Loco Sardara organizzano la manifestazione "Oi fuedda in Sardu" che si terrà a Sardara sabato 28 settembre 2013 in Piazza Podda (via Oristano, pressi Campo Vecchio).

Alle 17.30 si svolgerà la presentazione del libro El Tano. Desaparecidos italiani da parte del prof. Carlo Figari, vicedirettore dell'Unione Sarda e docente Università di Cagliari.

Per la prima volta a Sardara, il Live di Dr Drer e Crc Posse. A seguire una dancehall davvero infuocata: Bujumannu (outta Train To Roots), Rootsman I (outta Train To Roots), TextOne (Sardinia Reggae Festival), Forelock (outta Arawak Reggae Vibration), Dr Boost (Bandhuleri Prod).

Po ndi sciri de prus | Per saperne di più:

sabato 22 giugno 2013

Mariposas in bolu sabato ad Ozieri

Sabato 22 giugno 2013 alle ore 18.00, presso il salone della chiesa S. Bambino di Praga (località Punta Idda) in Ozieri, verrà presentato il volume intitolato "Mariposas in bolu" scritto da Tetta Becciu e Giovanna Maria Lai, pubblicato dalla casa editrice "Il Torchietto".

Il libro raccoglie più di cento componimenti poetici in Lingua Sarda Logudorese scritti dalle due poetesse ozieresi, vincitrici di numerosi premi letterari, il cui prestigio è riconosciuto in tutta la Sardegna. I temi trattati dalle poesie sono vari e riguardano tutti gli aspetti della vita.

I relatori del simposio saranno gli scrittori e poeti Cristiano Becciu e Antonio Canalis. La lettura e la recita di alcuni brani sarà invece curata dall'attore Nino Pericu. Alla serata parteciperanno anche il Coro "Santu Mateu" di Chiaramonti e il Coro "Renato Loria" di Muros.

"Mariposas in bolu" sàbadu in Otieri
Sàbadu su 22 de su mes''e làmpadas de ocannu, a is ses de a merì, anche s'aposentu mannu de sa crèsia "S. Pipiu de Praga" de Punta Idda in Otieri, ant apariciau sa presentada de su libru "Mariposas in bolu" de Tetta Becciu e Giuanna Maria Lai, imprentau de "Il Torchietto".

Su libru arregollit centu e prus poesias in Limba Sarda Logudoresa de is duas fèminas, poetas de grandu fama chi ant bintu prèmius de importu in totu sa Sardigna. Po cantu spetat a is temas de is poesias, naraus chi funt medas e chi chistionant, po su prus, de sa vida e de sa comunidadi.

Ant a essi "meris" de cust'aparìciu Cristianu Becciu e Antoni Canalis, is poetas e iscridoris. A ligi is poesias nci at a essi Ninu Pericu, s'atori. Ant a fai parti de cust'atòbiu su Cuncordu "Santu Mateu" de Tzaramonte e su Cuncordu "Renato Loria" de Muros.

domenica 16 giugno 2013

Creature fantastiche in Sardegna

Creature fantastiche in Sardegna è il titolo di un saggio che ha come fine principale quello di raccontare il misterioso e fantasioso mondo delle creature che, per secoli, hanno abitato la Sardegna e le sue narrazioni più autentiche.

Nato dalla curiosità dell'autrice, Claudia Zedda, il libro si caratterizza come un originale percorso per riscoprire in maniera approfondita le numerose ed originali creature, i loro miti e le loro leggende, tramandate nei secoli.

A differenze di altri saggi o raccolte, in questo lavoro le creature fantastiche sarde non sono state suddivise secondo parametri alfabetici, né tanto meno territoriali, ma in base all'elemento naturale che caratterizza in maniera specifica ogni creatura. Esse, quindi, sono state legate ed associate all'acqua, all'etere, al fuoco ed alla terra.

Il saggio, inoltre, tenta di spiegare i vari simbolismi celati nonché i miti che da sempre ne accompagnano la narrazione. Non mancano i riferimenti alla religione, ai gesti e ai luoghi che fanno da sfondo alle avventure ed alle apparizioni delle streghe vampiro, delle panas, delle janas, di Luxia Arrabiosa, de s'Erkitu, de s'Ammuttadori, de su Tentadori, e de sa Muska Macedda.

Vai al libro:
Creature fantastiche in Sardegna
Creature Fantastiche in Sardegna

Per saperne di più:
Fiabe e leggende sarde di Grazia Deledda

giovedì 18 aprile 2013

Contendi in Sardara

Domìnigu 28 abrili 2013 a is oras 5:30 de a merii anche su Tzineteatru Comunali in bia de Casteddu in Sàrdara nc'est sa tzirimònia de premiatzioni de su primu cuncursu literàriu "Contendi in Sàrdara".

Ant a pigai parti a custu atòbiu:
- Giuseppe Garau - sìndigu de Sàrdara
- Giampaolo Pisu - consilleri comunali delegau a sa lìngua sarda
- Daniele Tatti - presidenti Pro Loco
- Sa cumissioni de su prèmiu: Duilio Caocci, Alessandro Biolla, Antonello Garau, Ivo Murgia.
- Sa de cincu classi setz. A de su I.C.S. Santu Engiu de Sàrdara
- Autoris mannus

A donu, po totus is chi ant a pigai parti a s'atòbiu, su lìburu chi ndi arregollit is obras de su cuncursu.

Premiazione del concorso letterario "Contendi in Sàrdara"
Domenica 28 aprile 2013 alle ore 17.30 presso il Cineteatro di via Cagliari a Sardara avrà luogo la cerimonia di premiazione della prima edizione del concorso letterario "Contendi in Sàrdara".


Parteciperanno all'evento:
- Giuseppe Garau - sindaco di Sardara
- Giampaolo Pisu - consigliere comunale con delega alla lingua sarda
- Daniele Tatti - presidente della Pro Loco
- La giuria del premio: Duilio Caocci, Alessandro Biolla, Antonello Garau, Ivo Murgia.
- La quinta A dell' Istituto Comprensivo di Sardara
- Scrittori e poeti di pregio

A tutti i partecipanti sarà offerta una copia dell'antologia che contiene gli elaborati presentati al concorso.

Càstia puru - Leggi anche:
Premio letterario Salva la tua lingua locale
Po ndi sciri de prus / Per saperne di più:
Pagina Facebook dell'evento - Premiatzioni cuncursu literàriu "Contendi in Sàrdara"

martedì 26 marzo 2013

Pubblicità in sardo: Sphera Locura chupiteria di Cagliari


Sono visibili da qualche tempo, in alcune strade e piazze di Cagliari, le affissioni della campagna promozionale lanciata da Sphera Locura, la chupiteria low cost sita in via Dettori n. 31 nel quartiere della Marina.

La caratteristica principale di questa campagna pubblicitaria è la scelta della lingua sarda, nella variante cagliaritana, pensata per pubblicizzare un prodotto, il "chupito", mini cocktail alcolico ben conosciuto dal pubblico giovanile e non solo.

Sphera Locura propone più di 150 chupitos da scegliere, originali ed economici. Non solo "Rum e pera", dunque... Anzi: Rum e pera ddu narasa a tzia rua!

Arrecramus in sardu: Sphera Locura chupiteria de Casteddu
In is arrugas e in is pratzas de Casteddu, de calincuna di', s'agatant is manifestus chi arrecramant a Sphera Locura, sa chupiteria barata de sa Marina.

Piessìnniu de custu arrecramu, su scioberu de su sardu, de su casteddaju: una manera stravanada de fai connosci a custu "tzilleri" aundi bendint unu muntoni de chupitos.

Ca Sphera Locura ti cumbidat prus de 150 chupitos, bonus e baratus. E no sceti "Rum e pera", ca Rum e pera ddu narasa a tzia rua!

Per saperne di più / Po ndi sciri de prus:
Sphera Locura Page

sabato 9 marzo 2013

Premio letterario Salva la tua lingua locale

salva la tua lingua
In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, indetta il 21 febbraio dall'Unesco, l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia e Legautonomie Lazio, in collaborazione con il Centro di documentazione per la poesia dialettale "Vincenzo Scarpellino" e il Centro Internazionale Eugenio Montale, organizzano e bandiscono la prima edizione del Premio letterario Salva la tua lingua locale.

Il Premio letterario è rivolto a tutti ed è suddiviso in tre sezioni, tutte a tema libero e in una delle lingue locali d’Italia: 
1. Sezione A - Poesia inedita.
2. Sezione B - C’era una volta…: storie, favole, racconti inediti.
3. Sezione C - Libro di poesia o prosa (racconti, favole, storie) edito a partire dal 1 gennaio 2010.

Regolamento del concorso
Per la sezione A ogni autore può inviare fino a tre poesie inedite, con relativa traduzione in italiano, max 90 versi in totale. Ogni poesia dovrà essere inviata entro il 31 luglio 2013 all'indirizzo di posta giornatadeldialetto@unpli.info in un unico file contenente oltre alle poesie anche nome, cognome, età, indirizzo, email, telefono. E’ richiesta la registrazione delle stesse in file audio oppure audio-video. 

Per la sezione B, si accettano storie, favole, racconti inediti di massimo 3600 battute (spazi bianchi inclusi), corredate di traduzione. Dovranno essere inviati entro il 31 luglio 2013 all'indirizzo di posta giornatadeldialetto@unpli.info in un unico file contenente oltre agli elaborati anche nome, cognome, età, indirizzo, email, telefono. E’ richiesta la registrazione degli stessi in file audio oppure audio-video.

I partecipanti devono inviare alla segreteria del Premio, insieme alle opere, la scheda d'adesione allegata al bando scaricabile dai siti: Unione Proloco, Lega Autonomie Lazio, Poeti del parco

Gli elaborati di cui alle sezioni A e B dovranno essere inediti in volume e non premiati in altri concorsi letterari. Ogni autore dovrà attestare che le opere sono inedite e non già premiate e sarà responsabile del contenuto dei materiali inviati. Gli elaborati non verranno restituiti. 

Per la sezione C, ogni autore deve inviare n. 5 copie di un solo libro. Il plico postale dovrà essere inviato a: UNPLI via Regina Margherita 21 00055 Ladispoli (RM), entro il 31 luglio 2013 e dovrà essere corredato di una scheda con nome, cognome, età, indirizzo, email, telefono.

L'organizzazione si riserva la facoltà di pubblicare i lavori pervenuti delle sezioni A e B. La partecipazione è gratuita. La partecipazione al concorso implica la piena accettazione di questo regolamento e, per i vincitori, la divulgazione del proprio nome, cognome e premio vinto su qualsiasi pubblicazione. 

Per l'iscrizione non si ammettono pseudonimi, nomi di fantasia o diversi dalla reale identità dell'autore pena l’invalidazione dell'iscrizione. Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della giuria. 

Premi
Sono previsti premi in denaro, riconoscimenti, menzioni d'onore. I vincitori sono tenuti a ritirare personalmente il premio assegnato. Speciali menzioni e premi saranno riservati agli autori iscritti SIAE.

Uno speciale premio sarà conferito ad un giornalista autore di articoli o servizi audio video, realizzati nel 2013, che abbiano contribuito ad illustrare e divulgare, con elementi di novità, gli aspetti significativi delle tradizioni locali. 

Gli autori, partecipanti alle sezioni A e B, per il fatto stesso di partecipare al premio, cedono il diritto di pubblicazione, senza aver nulla a pretendere come diritto d'autore, all'interno della pubblicazione che sarà realizzata a cura del Premio.

La giuria è composta da: Pietro Gibellini (Presidente), Toni Cosenza, Angelo Lazzari, Franco Loi, Vincenzo Luciani, Luigi Manzi, Cosma Siani e Ugo Vignuzzi. Coordinamento Segreteria Premio: Gabriele Desiderio (giornatadeldialetto@unpli.info). Segreteria: Anna Corsi (anna.corsi3@virgilio.it); Valentina Cardinale (cardinalevalentina@libero.it); Claudio Porena (porena.claudio@libero.it); Luigi Poeta.

La proclamazione dei vincitori è prevista per il 17 gennaio 2014 a Roma. L'eventuale variazione della data indicata e/o della sede, così come qualsiasi comunicazione o variazione ufficiale delle disposizioni del presente bando sarà pubblicata sui siti web.

Per saperne di più sui dialetti e le lingue locali e regionali:
Dialetto, dialetti e italiano - Carla Marcato
Dialetti D'italia
Lingue e dialetti d'Italia - Francesco Avolio
La forza del dialetto. Autobiografie linguistiche nel Veneto d'oggi - Gianna Marcato
Vocabolario del dialetto veneto del Basso Piave - Amelia Ippoliti
Dizionario del dialetto veneziano - Giuseppe Boerio
A Milan i morön fan l'üga. Duecento modi di dire del dialetto meneghino - Emilio Magni
Dialetto in controluce. Etimologie, curiosità e sorprese dell'idioma romagnolo - Addis S. Meleti
Poesie e testi di canzoni in dialetto romanesco dal castelli romani - Cristiano Torricella
Dscarret in bulgnais? Manuale e grammatica del dialetto bolognese. Con 2 CD Audio - Daniele Vitali

A Milano un incontro sul paesaggio lombardo

Martedì 12 marzo 2013 dalle ore 10.00 alle ore 18.30 presso la Sala Carroponte de I Frigoriferi Milanesi, in via Piranesi n. 10 a Milano, si parlerà del paesaggio lombardo. 

L'Incontro fa parte del ciclo Il Paese che non c’è. Osservatorio sull'Italia in abbandono e i suoi ritorni. E' promosso da “Il Paese che non c’è”, Rete del Ritorno all'Italia in abbandono. L'ingresso è libero.

Il paesaggio lombardo
Il paesaggio lombardo: opportunità, esempi e discussioni per la rinascita dei luoghi abbandonati: questo il titolo completo dell'incontro. Moderano i dialoghi: Silvia Passerini, Manola Del Greco, Beatrice Verri, Alberto Saibene, Alessio Pierro, Marco Magnone.

La salvaguardia del territorio
La Rete del Ritorno all'Italia in abbandono invita a questa giornata di discussioni, esempi, tavole rotonde tutti coloro che credono in un impegno civile che salvaguardi il nostro territorio, la memoria dei gruppi, l’ambiente e lavori per un futuro plausibile, condividendo nuove direttrici di senso per il “nostro stare insieme”, per ricostruire legami, storie, progetti di economie sostenibili nel paesaggio ferito da uno sviluppo urbanistico invasivo e sempre più nell'ombra, per dare la parola a chi già agisce sul piano locale e che sta faticosamente tentando di rimettere insieme i pezzi della propria comunità.

Persaperne di più:
Il paesaggio lombardo

martedì 19 febbraio 2013

Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici

Lingua Sarda - International Mother Language Day - giornata delle lingue madri 2013
Giovedì 21 febbraio 2013 si celebra l'International Mother Language Day, giornata internazionale dedicata a tutte le lingue madri, istituita dall'UNESCO nel 1999.

Si presenta in questa occasione la costituzione del Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici il cui scopo è la tutela e la promozione di tutti i patrimoni linguistici, la salvaguardia dei diritti di espressione culturale e la tutela della diversità culturale.

Il patrimonio linguistico italiano è uno dei più ricchi e variegati d’Europa. Sono 31 le lingue censite in Italia dall'UNESCO nell'Atlante delle Lingue in pericolo - Atlas of the World's Languages in Danger

Le lingue e i patrimoni culturali sono culture viventi attualmente poco conosciute. Ufficialmente, inoltre, lo Stato Italiano riconosce solo alcune lingue regionali o minoritarie tralasciandone altre, compiendo così un atto discriminatorio nei confronti di realtà tutt'ora vive. 


Il Comitato, apartitico, aconfessionale e indipendente, raccoglie per la prima volta studiosi, divulgatori e locutori provenienti da ogni parte d'Italia. Il Comitato si avvale del supporto di un coordinamento scientifico, costituito da antropologi, linguisti, docenti universitari e si prefigge lo scopo di salvaguardare i patrimoni linguistici e le culture viventi ad essi collegate. Esso si pone inoltre come interlocutore e consulente per le politiche linguistiche presso le istituzioni operando a favore della protezione, valorizzazione, sensibilizzazione, informazione, condivisione, divulgazione, rivitalizzazione dei beni culturali immateriali e materiali presenti sul territorio (lingua, sapere tradizionale, arte, spettacolo, musica, riti, artigianato, etc) anche attraverso la raccolta e lo studio di tali patrimoni e ne incoraggia la trasmissione fra le generazioni. 

Il Comitato crede che la diversità linguistica e culturale, riflessa nell'originalità e nella pluralità delle identità, crei un mondo prospero ed eterogeneo in grado di moltiplicare le scelte possibili e di alimentare le capacità e i valori umani. La diversità culturale rappresenta un settore essenziale per lo sviluppo sostenibile delle comunità e dei popoli e, perciò, costituisce una ricchezza preziosa da non disperdere. 

Per maggiori informazioni:
Simona Scuri 
+39.346.6078359

Giovanni Polli
+39.3392306155

Vai al sito:
www.patrimonilinguistici.org

domenica 17 febbraio 2013

Intervista a Sara Firinu: limba sarda e iscola, Arretza e literadura

limba sarda
Bolemu cumprendi unu pagu de prus su chi is iscolas sardas funti faendi po s’amparu de su sardu. Aici apu pediu s’agiudu a Sara Firunu de Pauli (Paulilatino) chi in sa scola nci traballat e chi custu mundu ddu connoscit beni meda. Arrexonendi, eus tentu puru s’ocasioni de fueddai de s’umperu de su Sardu in s’Arretza e de literadura sarda.


1. Sara Firinu, intèndiu as chi sa Regioni Sarda at donau 150 mila èurus a sa fondatzioni de Mogol po imparai a cantai a trenta piciocus sardus? Unu sciacu mannu de dinai, si pentzaus chi, po imparai su Sardu in sa scola a is piciocus nostrus, ocannu nci funti sceti 100 mila èurus. Ita ndi pentzas tui? 


De su finantziamentu a sa Fundatzione Mogol, a nàrrere sa beridade, non dd’isco nudda. Mi praghet de prus, e penso finas chi siat prus giustu, a onni manera, a abbaidare a totus sas cosas bonas chi sa Regione Sardigna at fatu e est sighende a fàghere pro sa promotzione e valorizatzione de sa limba sarda. 

Unos cantos esèmpios ebbia: su finantziamentu dadu pro tradùere in sardu òberas literàrias de iscritores connotos e famados in totu su mundu; su CROS, curretore ortogràficu de limba sarda, chi si podet iscarrigare de badas dae sa retza; chie si siat ddu podet impreare pro imparare a iscrìere in sardu a manera curreta; su finantziamentu dadu a sa facultade de lìteras e filosofia de Casteddu pro aprontare su cursu FILS (formazione insegnanti lingua sarda) chi est incumentzadu s’annu passadu in su mese de nadale e agabadu ocannu, pagas dies faghet; su progetu chi est naschende, paris a s’Universidade de Edimburgo: Bilinguismu creschet


2. Su Sardu est una lìngua chi is piciocus no chistionant meda, poita ca bivint in unu mundu aundi is mass media fueddant sceti in italianu o in un’atra lìngua stràngia. In domu puru is cosas funti ponendi-si mali. Sa scola, duncas, iat a depi essi su logu de amparu e de imparu de su Sardu. Tui in sa scola nci traballas. Cantu est difìtzili imparai su Sardu a is piciocus, po su prus candu su dinai e su tempus funti aici pagu? 


Semus inghiriados de s’italianu, sos mèdios de comunicatzione de massa faeddant italianu, istudiamus in italianu, babbos e mammas nostras sunt ismentighende.si.nde, issos puru, de su sardu. 

De seguru s’iscola diat tènnere unu ruolu de importu mannu pro agiudare sos giòvanos nostros a imparare su sardu, a non ddu pèrdere. Ma b’at carchi dificultade pro chi custu potzat èssere fatu: 

Sos pitzocheddos nostros faeddant sa limba pagu e nudda e duncas dda devent imparare comente cale si siat àtera limba istràngia, est a nàrrere chi devent imparare a iscrìere, faeddare, legere. Pro chi custu potzat èssere fatu b’at bisòngiu de mastros preparados. E in custu sensu unu passu a in antis est istadu fatu, unu passu mannu, ca sa Regione at finantziadu (e at a finantziare finas pro s’annu chi benit) unu cursu pro ddos formare; 

Cale sardu devent imparare in iscola sos pitzocheddos nostros? De seguru medas dd’ant a preguntare. Ma su sardu est una limba, una ebbia; ddu narant sos libros de linguìstica, dd’at naradu unu de sos linguìstas prus mannos, Wagner. Nois ebbia sighimus a tènnere dudas. In cantu limba, e comente sutzedit pro totus sas àteras limbas de su mundu, tenet bisòngiu de una grafia uguale pro totus. 

Su problema est chi cando si faeddat de limba iscrita sa gente si nd’assicat, nd’essint a foras unu muntone de crìticas: lingua fatta a tavolino, lingua artificiale…. Ma totus sas lìmbas de su mundu sunt “fatte a tavolino”, sas limbas sunt còdighes fatos de calicunu, non sunt nàschidas dae su nudda. Sa gente timet a nche pèrdere sa variante sua. Ma una limba iscrita no impedit a nemos de sighire a faeddare comente at semper fatu. 

Diat tocare a pònnere a unu chirru su “campanilismu” chi unu pagu apartenet a nois sardos, chi pensamus chi su sardu mègius siat cussu de domo nostra o de bidda nostra ca, si onniunu iscrìere comente ddi praghet, si podet faeddare de limba? Comente diant fàghere sos mastros in iscola? Comente currègere a sos pitzocheddos sena tènnere puntos frimos de riferimentu? Diat tocare a tènnere semper mastros de sa bidda! Ma custu no est possìbile. Sa dificultade diat èssere solu cussa de iscrìere in una manera e pronuntziare in un’àtera. 

Un’isfortzu, custu, chi faghimus pro totus sas limbas. Oe totus connoschimus e cherimus imparare s’inglesu: de faeddos chi s’iscrìent e si pronuntziant in sa matessi manera nd’at pagu e nudda. Ma totus chircamus de dd’impare. E duncas, si ddu faghimus pro s’inglesu, pro ite non ddu podimus fàghere pro sa limba nostra? Fintzas a cando non dd’amus a cumprendere custa at a essere una dificultade manna pro fàghere intrare su sardu in iscola e pro dd’imparare comente s’ispetat!! 

Un’àteru problema diat èssere cussu de sas dificultades mannas chi ddue sunt oe in iscola: sos finantziamentos de s’istadu sunt semper prus pagu, ca s’istadu nostru a sa cultura ddi dat pagu importàntzia. In una situatzione comente cussa chi semus bivende como, a nche pònnere un’àtera matèria no est fàtzile. Caminu de fàghere nd’at, duncas, galu meda, e s’isperu est cussu chi, sighende a traballare comente semus faghende, sas cosas potzent megiorare. Solu si ddu cherimus nois, ca no est impossìbile. In àteros istados dd’ant giai fatu: su catalanu, limba de minoria che su sardu, non solu est limba imparada in totus sas iscolas de Catalogna ma est sa limba impreada pro imparare totus sas matèrias.


3. Su mundu anca biveus, eus nau. Sa cida colada, tui as apariciau un’atòbiu aundi eis chistionau de s’Arretza in lìngua sarda. Po tui, cantu est de importu s’imperu de su Sardu in Internet, in su mundu de oi e in su de su tempus benidori? 


Beru, chida passada amus organizadu un atòbiu in Ilartzi “su sardu in iscola” pro sos pitzocheddos de sas iscolas mèdias de Norghiddo e Ilartzi e pro sos mastros ma abertu a totus, ca sa limba sarda est interessu de totus. 

Pròpriu in cuss atòbiu s’est faeddadu de s’importàntzia de internet pro s’imparu de su sardu in iscola. Cussu de internet est unu caminu de importu chi non podet no èssere leadu in cunsìderu, ca oe totu passat in sa retza. 

Su professore Diegu Corràine, unu de sos reladores, chi dae annos medas traballat pro sa limba sarda, pròpiu in Ilartzi at presentadu unu situ aprontadu dae issu etotu: Dae Sos Libros a sa retza - eLiber pro agiuare sas isolas chi cherent traballare in unu Progetu Bilìngue cun sa Lege 482/99

Comente imparare e dd’impreare: proponende testos e connoschèntzias de cada matèria; costituende unu depòsitu de libros de testu virtuales formados dae sas UdA in sas limbas presentes in su situ: faghende crèschere in sos iscolanos una cussèntzia plurilingue. Su portale eLiber si podet bisitare in classe e in domo, de badas. 


4. Eus nau de Internet e de su scriri in sardu. Tui, che mei, ses una personi chi scrit in Sardu, e ddu fais cun grandu passioni e arresurtaus de importu mannu: s’ùrtimu contu cosa tua, intitulau “Bòidu che su coru meu”, chi ocannu colau at bintu su Prèmiu Otieri, est bellu deaderus. Però scieus puru chi sa literadura sarda, s’antiga e sa de oi, est pagu connota de is sardus. Ita si podit fai po fai connosci de prus sa literadura nostra a is prus giòvunus? 


Gràtzias pro sos cumplimentos. A iscrìere mi praghet meda, ddu fatzo in italianu ma pro su prus in sardu e de cussu prèmiu, so cuntenta meda! Ite fàghere pro connòschere sa literadura nostra, siat cussa in limba sarda che cussa de iscritores sardos? 

Pro cantu atenet a sa literadura in limba sarda: su problema prus mannu naschit dae sa dificultade de lègere in sardu, ca si non ddu faghimus pro traballu, non semus abituados e nos paret difitzile meda, finas pro chie ddu faeddat onni die. Custu problema est ligadu a cantu nadu in antis: b’at bisòngiu de giòvanos preparados, chi ischent lègere e iscrìere in sardu e duncas de mastros preparados chi ddos imparent a manera chi a lègere non siat prus unu problema. 

Sas casas editritzes in custos annos sunt move.nde.si in custu sensu e promovende sa publicatzione de òberas in limba, cun o sena tradutzione in italianu. 

Lassada a unu chirru e pagu o nudda cunsiderada in sas iscolas finas sa literadura de autores sardos. In tantos annos no ammento de àere mai istudiadu in iscola un’iscritore sardu. Pro fàghere un’esèmpiu ebbia: Grazia Deledda, a oe ancora sa sola fèmina in Itàlia a àere bintu unu prèmiu Nobel ma… ismentigada dae sas antologias. E comente issa, unu muntone de àteros iscritores sardos chi meritant de èssere lègidos e istudiados. Diat tocare a sos mastros a ddos pònnere in sa programmatzione onni annu. Ma si issos no intendent su problema e non portant custa cussèntzia, a sos pitzocheddos nostros diat a tocare a si ddos lègere pro contu issoro. 


5. Po dd’acabai. A is piciocus e a is piciocas de Sardigna ddis praxit a imparai e a chistionai su Sardu? Sa lìngua sarda at a sparessi o nci dda podeus fai a dda trasmiti a is pipias e a is pipius chi ant a benni? 


A sa de unu preguntas non potzo respòndere ca a generalizare non fàghere. De seguru b’at zonas in Sardigna in ue sa limba est prus bia, est faeddada de prus siat dae mannos che dae piticos sende chi, in àteras, est perdende.si a beru. 

In unas cantas realidade bivet galu cussu prègiuditziu, malu a mòrrere, chi narat chi su sardu est sa limba de sa gente pagu istudiada, de cussa sena cultura peruna. 

De bellu b’est chi in custos annos calicuna cosa est cambiada, sunt istados fatos passos a in antis de importu mannu gràtzias a su traballu de chie bi credet e gherrat onni die. 

No, deo non penso chi at a isparire: si si pensat chi sa limba nostra como benit impreada dae gente meda, e pro su prus giòvanos, in unu de sos logos prus connotos e famados de sa retza cale est facebook, chi sos messàgios cun su telefoneddu sunt medas bortas in sardu…. Custu nos narat meda subra de su cambiamentu chi s’est fatu in custu sensu. E si semus cambiende nois, diat èssere bellu a imparare su sardu a fìgios nostros puru, paris a totus sas àteras limbas ca, prus si nde connoschent, mègius est! 

Gràtzias a Sara Firunu po custa bell’arrexonada in lìngua sarda. Si bieus a sa pròssimu intervista po sighiri a chistionai e duncas connosci sempri prus mellus is personis chi batallant po s’amparu de sa lìngua nostra. (S'intervista est bessia puru in Sardinia Post).

sabato 16 febbraio 2013

Musica e lingua sarda: In equilibrio di Ilaria Porceddu

Si intitola In equilibrio il brano di Ilaria Porceddu, una delle quattro finaliste di Sanremo Giovani, competizione che si è conclusa stanotte con la vittoria di Antonio Maggio.

In equilibrio
Una canzone che parla della vita, ispirata al circo di felliniana memoria, metafora dell'esistenza umana, ancora più precaria per i giovani di questo scorcio di inizio millennio.

Una canzone emozionante quella interpretata da Ilaria Porceddu, sia per quanto riguarda la parte testuale, sia quella musicale. E inoltre c'è il Sardo.

La lingua sarda
Sì, perché la lingua sarda è una delle caratteristiche peculiari della canzone In equilibrio: il ritornello, completamente in sardo, è uno dei punti di forza del brano.

Ma cosa dice e cosa significa?
Ecco il ritornello in sardo contenuto nella canzone In equilibrio:

Giru, bivu, dantzendi asus''e unu filu
deu seu cumenti coriàndulu
cant'assimbillu a un'ànghelu
istima-mi imoi
ca crasi no ap'a essi innoi

Giro, vivo, danzando sopra un filo/ io sono come un coriandolo/ quasi assomiglio a un angelo/ amami adesso/ perché domani non sarò qui.

La lingua e la cultura sarda, quindi. Sì, perché Ilaria Porceddu, oltre ad essere un volto conosciuto dal pubblico televisivo, soprattutto dopo la partecipazione alla prima edizione di X Factor, è una donna che ama la propria cultura d'origine, tanto da essersi laureata nel 2011 in "Arti e Scienze dello Spettacolo" con una tesi in Etnomusicologia dedicata alla storia e alla tradizione del Canto Sardo a Chitarra in Sardegna.

Il nuovo album
E infatti la lingua sarda è presente un po' in tutto il nuovo disco della cantante di Assemini, intitolato In equilibrio come la canzone presentata a Sanremo. Tanto che due dei brani che ne fanno parte, rispettivamente intitolati RiuMovidindi, sono in sardo.

L'album è uscito il 14 febbraio con etichetta EMI e contiene 10 brani. Su Amazon e sui principali e-store di musica è possibile ascoltare le anteprime dei brani, comparare l'intero disco (e ne vale la pena) oppure le singole canzoni.

Per ascoltare, comprare e scaricare la musica di Ilaria Porceddu:
In equilibrio - ascolta gratuitamente e scarica i brani dell'Album in MP3
In equilibrio - compra l'audio CD

martedì 12 febbraio 2013

A Guasila in ricordo di Mario Medas

Domenica 17 febbraio 2013 a Guasila, in occasione della ricorrenza della nascita di Mario Medas recentemente scomparso, la comunità guasilese rende omaggio al suo illustre figlio. 

La giornata avrà inizio alle ore 18.30 presso la Basilica della Beata Vergine Assunta di Guasila con la Santa Messa in onore di Mario Medas. La serata proseguirà alle ore 19.45 presso il Teatro Fratelli Medas con lo spettacolo "Sa Festa Manna" di Francesca Chiu.

Sa Festa Manna
È la mattina di Pasqua! Mentre preparano gli ultimi accorgimenti per il pranzo, i nonni Tittinu e Mariedda attendono il resto della famiglia e le ultime notizie: è in quel giorno infatti che il Parroco annuncia alla comunità i nomi del Priore e della Priorissa che si occuperanno di preparare la festa più sentita dai guasilesi: Santa Maria, Sa festa manna. In un susseguirsi di sorprese e consuetudini ripetute, sulle note dei canti tradizionali i nonni si impegneranno perché tutto ciò che hanno conosciuto e ha scandito i passi della loro storia non vada perduto ma venga tramandato di generazione in generazione.

Organizzano l'evento Gianfranco Casula, Francesca Chiu e Carla Erriu. Lo spettacolo è a ingresso gratuito.

Per saperne di più:
La Spagna, il teatro, la Sardegna
Teatro contemporaneo in Sardegna